
E' innegabile, siamo nate in stati esteri, ma fondamentalmente
semo gggente de Molinara. Ora più che mai, traslocate per causa di forza maggiore nel freddo Nord, sentiamo sempre più impellente la necessità di sentirci a casa anche da emigranti...e della serie lacrem' napulitane, con sottofondo rigorosamente meroliano ecco a voi un classico della cucina di casa nostra, Alto Sannio, Fortore, ossia casa de mammà!
ingredienti:
250 gr di farina di grano duro
150 gr di farina di grano tenero
1 pizzico di sale
acqua fredda quanto basta
procedimento:
gli ingredienti di per sè sono pochi e semplici da assemblare: basta disporre la farina a fontana sul tavolo, aggiungere un pizzico di sale e acqua quanto basta fino ad ottenere una pasta elastica, che va lasciata riposare per circa mezz'ora. La parte complicata arriva dopo la stenditura della sfoglia che deve essere alta circa 4 millimetri. Questa va successivamente tagliata per il lungo in strisce della misura di 3 o 3 cm e mezzo. Aiutandoci con della farina di semola per evitare che la sfoglia si attacchi, sovrapponiamo quattro o cinque strisce e le tagliamo verticalmente in tante mini fettuccine. Siamo pronti quindi per la fondamentale "cavatura", operata con tecnica sapiente a tre dita ... insomma è decisamente complicato descrivere questa operazione, ragion per cui ecco la novità del giorno: un bel video esplicativo!!!
Noi li abbiamo mangiati con un sugo a base di salsa di pomodoro, olive nere e capperi. La ricetta originale prevede un sugo "sciuè sciuè", si fa soffriggere dell'aglio e della cipolla in olio extra vergine d'oliva e in seguito si aggiunge del pomodoro fresco e a cottura ultimata del basilico. Dalle nostri parti, il sugo meno si fa cuocere più conserva il sapore, più il cavatello si esalta!